Exp(o)ark

luoghi, non luoghi

visto, non visto


Data inizio lavori
2010
Data fine lavori
2012
Luogo
Cagli
Committente
Privato

Un non luogo per antonomasia, un parcheggio (park) può diventare un luogo di esposizioni/relazioni (expo) che si interessi della sua stessa natura: l' architettura, (Ark) fino diventare un ex non luogo (ex park).

Giochi di parole.

Ma in fondo un vero e proprio programma , un progetto che si fa carico di spazi non identitari, abbandonati dalla città tradizionale storica, mai inseriti, vissuti (non vissuti) come estranei, spazi funzionali solo ai nuovi servizi commerciali o infrastrutturali, spazi inutili la notte, incerti, insicuri, incapaci di relazioni anche di giorno.

 

Questi spazi possono diventare luoghi di relazione, sicuri, certi, quantomeno si possono percepire come nuovi spazi urbani omologati nella città, trasformandoli architettonicamente, non tanto nella loro funzione nativa (parcheggiare, muoversi,) ma andando a ricucire, rivalutare, manipolare architettonicamente i "margini" degli spazi principali, offrendo modalità d'uso anche diverse.

 

Exp(o)ark è un' idea e un programma che prevede la rivalutazione dei luoghi destinati alla sosta, alla mobilità urbana, al parcheggio, all'incrocio, al niente che  possono essere anche altro, opportunamente valorizzati e rivisitati in chiave "urbana", in senso relazionale, sociale, culturale, ecc... , determinando la transizione da non luogo a luogo socialmente riconoscibile ed inserito nella lista dei componenti della città.

Il parcheggio si dota di un valore aggiunto, utile alla città destinato ad una sua nuova identificazione capace di relazioni sociali e culturali senza  ulteriori costruzioni, ma semplicemente utilizzando gli ampi spazi di cui viene dotato normalmente un parcheggio sia di un centro commerciale sia di servizio a stabili o a centri servizi o semplicemente alla città.

 

Sapendo che la funzione primigena deve rimanere, si va a lavorare  negli interstizi architettonici, dove si sono lasciati degli spazi indefiniti, non coerenti o coerenti con il progetto ma poi sottoutilizzati o non utilizzati.

Il margine come elemento di rivitalizzazione dell’architettura contemporanea, la sfida del tempo: incunearsi tra il costruito, (verticale orizzontale ?),  tra il confine dell'identità e non identità, tra lo spazio lasciato inevitabilmente libero dal costruito necessario del parcheggio e della mobilità; rilettura ovvero del progetto con gli occhi di deve cogliere spazi non visti, senza destinazione, abbandonati dall' incuria e dalla prepotenza del tempo delle vacche grasse, trasformandoli  in luoghi, densi, pieni, luoghi necessari per riprendere il fiato e posarsi dolcemente tra il moderno ed il futuro.

 

Lo spazio che ad esempio un parcheggio offre  per il suo stesso uso, può essere diversamente usato per una diversa comunicazione,  funzione, fruizione, permanenza, ecc... 

Occorre una rivisitazione dei materiali, delle luci, dell'uso, dello spazio da ridefinire e reinterpretare in chiave locale.

 

Ogni progetto di spazi riesumati dalla città perduta e ridati alla vita dei cittadini, tendono a creare prima di tutto atmosfere, sensazioni, prima ancora di spazi volumetrici, coinvolgendo il cittadino, l'utente, il consumatore con approcci visivi, sensoriali multidisciplinari, in pratica progettiamo dallo scarto urbano una nuova coscienza cittadina tramite atmosfere che derivano da piu' sensazioni attivate contemporaneamente: visive, uditive, gustative, non ultime spaziali, utilizzando anche tecniche di proiezione, mappature di luce, materiali sensibili e quanto altro necessario per avere un risultato inconsciamente rappresentativo di una nuova realtà urbana.

 

Vogliamo rubare le esperienze del marketing del commercio (vetrine, paesaggi visivi, odori sparsi negli ambiunenti, ecc..) per favorire invece l'integrazione di grandi spazi anonimi con la città storica, quella vissuta e riconosciuta.

 

"per sesto senso si intende la capacità di «progettare non ciò che il cliente vuole, ma piuttosto ciò che potrebbe volere» (Bruno Munari, 1968).

 

Come entrare nelle viscere dei luoghi e dei non-luoghi, nelle geografie e nelle storie dell’anima e del corpo del contemporaneo. Abbandono, pericolo, suggestione, bellezza, decadenza e splendore si intrecciano continuamente tra fotografie e video che raccontano storie di contaminazioni ossessive ed intermittenti sulla soglia di differenti pratiche artistiche

 

I materiali-medicinali per una nuova sensazione. percezione, visione del non luogo parcheggio, sono quindi i colori, la luce, il digitale la trasmissione e proiezione, la scrittura, la comunicazione artistica, l'arte, la funzionalità rivisitata, insomma  una sorta di messaggio che parte dall'esigenza del parcheggiare coniugata a quella di relazionarsi in una nuova agorà estranea allo storico/alla città storica.

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CREDITS:

Progetto e coordinamento generale: MARCHINGEGNO-ing. Italo Grilli.

Progetto architettonico: MARCHINGEGNO-ing. Italo Grilli, arch. Roberto Ceccarelli, ing. Francesco Sabbatini 

Direzione Lavori e Coordin. sicurezza: MARCHINGEGNO-ing. Italo Grilli, arch. Roberto Ceccarelli

 

 

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Comunicato stampa opera di Flavio Favelli