Restauro della chiesa di Santa Lucia

Progetto esecutivo per il restauro e il consolidamento strutturale della chiesa di Santa Lucia.

Coordinamento generale delle indagini preliminari.

Progetto preliminare, definitivo-esecutivo. 

Data inizio lavori
2006
Data fine lavori
2007
Luogo
SanGiovanniinMarignano
Committente
Comune di San Giovanni in Marignano (RM)
Cenni storici

La chiesa di Santa Maria fuori le mura, ha la particolarità di avere, nel corso del tempo, assunto diversi nomi: Beata Vergine delle Grazie, della Scuola, Silvagni, ma la gente oggi la chiama chiesa di Santa Lucia.

Nella documentazione del Cinquecento essa veniva denominata S.Maria nuova per distinguerla dalla più antica chiesa di S.Maria in Pietrafitta. Nel 1786, in seguito al lascito testamentario di Giulio Antonio Silvagni, la chiesa fu rifatta completamente. Della vecchia chiesa rimane solo l'immagine della Madonna con Bambino rappresentata in fondo all'abside. L'affresco, attribuibile ad un ignoto artista tra il XVI e il XVII secolo sembra derivato da un prototipo più antico. Cioè si tratta di una copia di un simile dipinto esistente nella vecchia chiesa.

Carlo G.Vanni, studioso di storia locale, attribuisce il progetto della chiesa all'architetto Luigi Moretti, ma non si conosce alcun architetto che operasse in quell'epoca con tale nome, che corrisponde invece a quello di un capomastro che realizza a Rimini opere importanti con lo scultore Antonio Trentanove. Possiamo pertanto supporre che Luigi Moretti a San Giovanni in Marignano sia stato solo il capomastro e che, considerata l'alta qualità degli stucchi della chiesa, abbia portato con sè il Trentanove; mentre rimane ignoto il nome dell'architetto.

La sacrestia sul retro, con piacevole loggetta, è stata aggiunta nel 1911 su progetto del geometra Tonti di Misano. La chiesa è stata completamente restaurata ad opera dell'architetto riccionese Augusto Bacchiani e riconsegnata alla città il giorno di S.Lucia (13 dicembre) del 1995.


L'organo settecentesco

Costruito nel 1785 dai Fratelli Domenico e Francesco Ricci da Verucchio per il monastero di Santa Chiara di Rimini, fu venduto alla chiesa di Mondaino e successivamente rivenduto alla chiesa di Santa Lucia in San Giovanni in Marignano mentre era Imperatore Napoleone I° (come si legge in un'iscrizione latina figurante in un condotto dell'aria).

Lo strumento - che consta di circa 600 canne tutte di stagno e legno - vede l'aggiunta, forse ad opera degli stessi Ricci, dei tromboncini modellati alla maniera callidiana ed inoltre del tamburo ottenuto dal suono di due canne di legno battenti.

Restaurato nel 1897 da Luigi Giudici di Pesaro, l'organo si arricchisce del registro dei campanelli fusi in bronzo con mirabile bravura, secondo la moda del tempo. Viene poi lasciato in stato di totale abbandono dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri quando, nel 1996, per la premura dell'Amministrazione Comunale, viene affidato il restauro nelle abili mani del Signor Batthélémy Formentelli di Pordenone (Verona) che, nel volgere di pochi mesi, lo riporta al primitivo splendore e alle antiche sonorità. L'organaro Formentelli, nato in Francia a Corquetaine vicino a Chaume-en-Brie, ha appreso l'arte di costruttore e di restauratore presso i rinomati stabilimenti Gonzales e presso i maestri Hartmann e Bougarel. Fino ad oggi, fedele alle antiche tecniche costruttive, ha costruito molteplici strumenti e restaurato più di 150 organi fra cui quello di San Giovanni in Laterano (Roma) secondo la tecnica del restauro conservativo e della reversibilità, che consiste nell'uso di materiali (legno, colle animali, metalli, pelli, ferramenta) facilmente sostituibili in un altro eventuale intervento, senza danneggiare l'integrità e l'autenticità degli strumenti. Le varie fasi del restauro dell'organo di Santa Lucia sono state seguite dal Dott. Oscar Mischiati, sovrintendente regionale dell'Emilia-Romagna per gli strumenti musicali antichi.

Indagini

L’elenco completo delle indagini eseguite consiste in:

  • n. 2 indagini profonde del terreno mediante l’esecuzione di sondaggi a carotaggio continuo spinti alla profondità di 10 m dal piano di campagna;

  • n. 4 esplorazioni della fondazione mediante perforazione a carotaggio continuo ad andamento inclinato;

  • analisi geotecniche di laboratorio su n. 4 campioni semidisturbati di terreno;

  • n. 4 esplorazioni della muratura fino alla profondità massima di 1 m mediante analisi endoscopica;

  • n. 2 prove soniche della muratura;

  • esplorazione delle fondazioni mediante l’esecuzione di n. 2 trincee;

  • n. 1 esplorazioni della copertura mediante apertura di un varco sul tetto;

  • n. 1 esplorazioni della volta mediante apertura di un varco.

I previsti 4 sondaggi verticali a carotaggio continuo sono stati ridotti a 2, in sostituzione sono state eseguite le seguenti indagini:

  • n. 1 prove di assorbimento di miscela consolidante;

  • n. 5 analisi mineralogico-petrografiche degli intonaci;

  • analisi geotecniche di laboratorio su ulteriori n. 2 campioni semidisturbati di terreno.

L’attività tecnica svolta ha consentito di reperire informazioni generali sull’impianto della chiesa, il rilievo è stato restituito informatizzato con tutte le indicazioni necessarie sia a livello metrico sia a livello di comportamento strutturale riportando le lesioni visibili e la consistenza materica.

Sintesi della relazione tecnica

DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI:

  Intervento sulle Murature

-Prevede il consolidamento delle stesse tramite l’esecuzione di perfori da realizzare esternamente con sistema di trapanatura, predisposizione dei boccagli per iniezioni della boiacca, immissione della boiacca a base di calce a bassa pressione, saturazione dei fori e successiva sigillatura.

-Intervento di cuci-scuci da eseguirsi sulle parti lesionate in prossimità della copertura in modo da ripristinare la continuità muraria.

 

Intervento sulle volte in cammorcanna

L’opera consiste nella pulitura della superficie estradossale della volta con aspirapolvere, rinforzo delle centine in legno con tavole di abete fissate con viti, applicazione di resina in prossimità delle centine, disposizione delle lana di vetro tra le centine e successiva spalmatura di una seconda mano di resina. La resina andrà ad occupare solo parte della volta lascviando ampi margini per una corretta areazione della stessa. Saranno predisposti i rinfianchi costituiti da morali di legno fissati alle centine ed incastrati nelle murature. All’intradosso è prevista la sigillatura delle lesioni presenti.

 

Intervento sulle coperture

Si procede allo smontaggio del manto di copertura in coppi, del pianellato e dei travetti, è prevista la sostituzione della orditura principale e secondaria ammalorata, la realizzazione sopra le travi principali di un cordolo tirante fissato, tramite perfori e barre di acciaio inox, alle murature sottostanti e collegato alle travi principali in modo da rendere la copertura solidale con le murature. Tutto l’impalcato della copertura sarà fissato con viti e chiodi. Le pianelle di recupero saranno poste sopra i travetti, verrà realizzata una rasatura in malta di calce di cm.3 con interposta rete in fibra di vetro, posizionata una guaina di impermeabilizzazione, rimontato il manto di copertura in coppi. E’ previsto il restauro della capriata in legno con il rifacimento delle teste e la sostituzione del legname non idoneo.

 

Finiture

Le opere di finitura riguardano la risarcitura delle lesioni interne, le riprese d’intonaco, la tinteggiatura interna ed esterna, il consolidamento del cornicione con struttura legno presente all’interno della Chiesa, il rifacimento del pavimento.